Alla scoperta delle fantastiche risorse dei villaggi cinesi per "uscire dalla povertà" - 1


Il "Piano di uscita dalla povertà" (tuōpín zhìfù 脱贫致富) definito dal governo di Xi Jinping prevede che entro quest'anno 2020 nessun cinese dovrà vivere sotto la soglia di povertà e la produttività agricola aumenterà sostanzialmente. La seconda fase del progetto è fissata per il 2034, data entro la quale dovrà essere garantita una maggiore integrazione tra abitanti di città e campagne, permettendo a tutti l'accesso ai servizi pubblici di base; lo step conclusivo è previsto invece per il 2050 (successivamente alla celebrazione del centenario della fondazione della Repubblica Popolare cinese, nel 2049), anno in cui il settore agricolo dovrà essere molto forte e gli agricoltori potranno godere di una situazione economica agiata.


Da qualche mese, ogni giorno, il canale cinese CCTV2 (yāngshì cáijīng 央视财经) che tratta di economia e finanza, accompagna i telespettatori alla scoperta di alcuni dei villaggi protagonisti di questo programma. Un'ottima occasione per scoprire i villaggi più remoti della Cina, estremamente diversi dagli scenari delle più turistiche metropoli che popolano l'immaginario collettivo. Seguendo il giornalista nel suo viaggio alla scoperta dei villaggi, è possibile inoltre "toccare con mano" le grandi risorse del territorio cinese, oltre che l'operosità, la forza e l'orgoglio del suo popolo.


Oggi andiamo a...


安徽省,砀山县,良梨镇 (Villaggio di Liangli, contea di Dangshan, Provincia dello Anhui)



Questo villaggio, da migliaia di anni, ha piantagioni di pero molto particolari, ed è grazie alla vendita di questi frutti che la popolazione è riuscita ad incrementare i propri guadagni, altrimenti non sarebbe assolutamente riuscita ad uscire dalla condizione di povertà nella quale si trovava (bùrán gāi xiǎo zhèn hái tuō bùliǎo pín 不然该小镇还脱不了贫).

Come spiega la giornalista, inizialmente il raccolto dei frutti avveniva solo ad inizio settembre (jiǔ yuè shàngxún 九月上旬), successivamente sono state aggiunte altre varietà (pǐnzhǒng 品种) di pere, in modo da soddisfare una maggiore richiesta di mercato: sū lí 酥梨 (pera croccante),huángguàn lí 皇冠梨 (pera corona),cuìyù lí 翠玉梨 (pera giada) ,shuǐjīng lí 水晶梨 (pera cristallo),yuánhuáng lí 圆黄梨 (pera gialla rotonda). Il loro succo abbondante ricorda alla giornalista la zuppa di pera (lítāng 梨汤) che mangiava da bambina.

I prezzi sono molto vantaggiosi: la "pera giada", che viene messa sul mercato nel mese di luglio (qī yuèfèn shàngshì 七月份上市), ha un costo di circa 2/3 yuan ogni mezzo chilo (jīn 斤); il costo delle "pere croccanti" è ancora più basso, solo uno yuan ogni mezzo chilo.

Non si può lasciare il villaggio senza aver consumato una specialità tipica del posto: la "focaccia con ripieno di pere" (líbǐng 梨饼). Come sappiamo, secondo la tradizione, è importante non dividere mai le pere! In effetti, in cinese il verbo "dividere le pere" fēnlí 分梨 ha lo stesso suono di fēnlí 分离 che significa "separazione"; come fa notare però la giornalista, "non si possono dividere le pere, ma le focacce si!" (bù fēn” lí” bǐng kěyǐ fēn! 不分”梨”饼可以分! ).

Il villaggio è inoltre famoso per la sua "crema di pere" (lígāo 梨膏) e per le pesche sciroppate (huángtáo guàntóu 黄桃罐头), che per l'80% vengono esportate all'estero (bǎi fēn zhī bāshí chūkǒu guówài 80%出口国外).

Il viaggio termina con una visita al "centro abitato" del villaggio di Liangli, dove è possibile ammirare i murales con cui gli abitanti hanno abbellito le pareti esterne delle proprie case: il punto più bello per le fotografie (zuì jiā pāishè diǎn 最佳拍摄点) è lo scorcio col disegno di un trattore che passa sotto un arco di pietra.