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Un secondo San Valentino

Molti paesi asiatici hanno adottato il 25 dicembre come giorno festivo ufficiale, ma non tutti. Indipendentemente da ciò il fascino del Natale è irresistibile e luci, alberi decorati e la figura di Babbo Natale si trovano un po’ ovunque.


In Cina il 25 dicembre, ad eccezione di Macao ed Hong Kong è un giorno lavorativo come gli altri. Con la globalizzazione, il Natale 圣诞节 (shèng dàn jié) sta diventando sempre più popolare e nelle più grandi città si possono vedere addobbi, luminarie ed alberi di Natale. L’atmosfera natalizia si può sentire nei centri commerciali, in alcuni tipi di ristoranti e nelle vie del centro. Ma tralasciando il lato commerciale, nelle case non ci sono alberi di Natale, non si organizzano pranzi o cenoni in famiglia, né si distribuiscono regali. A differenza della Viglia di Natale in cui è diventato comune regalare un mela come augurio di pace. Da dove arriva questa usanza? Il termine 苹 (píng) “mela” in cinese è omofono di 平 (píng) “pace”, contenuto nel nome平安夜 (píng ān yè) “Vigilia di Natale”.


Il Natale (크리스마스) ha tutt’altro aspetto in Corea del Sud, dove è visto come un secondo San Valentino. Soprattutto a Seoul dove luci e decorazioni appaiono già a novembre nei viali, nei negozi e sui ponti del fiume Han, chi è ancora single cerca di trovare un partner per non trascorrere da soli la festività. Addirittura, molte coppie tentano di far coincidere il Natale con il centesimo giorno della loro relazione, poiché è ritenuto di buon auspicio.

Se in Italia vige il detto di “Natale con i tuoi, Capodanno con chi vuoi” per i coreani non è la stessa cosa, passare il 25 dicembre con i parenti è una delle più grandi sfortune. È un giorno da passare con il proprio partner passeggiando per le strade di Myeongdong, facendo shopping, andando al cinema o godendosi un’escursione alla Namsan Tower. I più temerari si dirigono verso gli impianti sciistici, mentre altre coppie si godono i Christmas Package offerti dagli alberghi più lussuosi della città, passando una serata romantica con buon vino e buon cibo. Molto popolare è anche recarsi nei parchi divertimenti, ma se già normalmente sono estremamente affollati vi lasciamo immaginare come possano essere durante le festività.


Anche in Giappone questo periodo si riempie di romanticismo, non tanto il giorno di Natale ma quello della Vigilia che è vissuto anche qui come una seconda festa degli innamorati. Un’occasione per scambiarsi doni, carinerie e anche …proposte di matrimonio!

Tra i giapponesi il Natale (クリスマス) non è molto sentito e chi in questo giorno non lavora si dedica al volontariato presso gli ospedali o ad aiutare i bisognosi. Per pranzo in molti escono e vanno a mangiare anche nei fast-food specialmente pollo fritto, per poi concludere con il Kurisumasu keki, un dolce di pan di spagna decorato con alberi, fiori e una figura di Babbo Natale, a base di fragole e panna montata.

Un’altra particolarità del Natale giapponese è la diffusa presenza di Babbo Natale che compare in negozi, ristoranti, programmi TV e, a Osaka hanno addirittura una gara di corsa in cui tutti i partecipanti corrono vestiti da Babbo Natale per beneficienza. Nonostante ciò, non è lui che porta i regali ai bambini, ma il suo “collega” Hoteiosho, un personaggio della cultura buddista conosciuto anche come il “Buddha felice”, uno delle sette divinità della fortuna spesso raffigurato con un sacco pieno di doni. Si dice inoltre che abbia gli occhi nella parte posteriore della testa così i bambini cercano di comportarsi sempre bene pensando di essere visti.



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